DOCENTI E CLASSI 2019-2020

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Il maestro

Quintiliano

(35-95 d.C.)

Il maestro assuma verso i ragazzi anzitutto i sentimenti di un padre,
e sia convinto di prendere il posto

di quanti gli affidano i figli.
 

Egli non abbia vizi 

e non li ammetta negli altri.


La sua serietà non assuma i tratti

della cupezza

e la sua affabilità non sia sguaiata,
affinchè a causa della prima 

non gli venga antipatia 

e a causa della seconda scarso rispetto.

 

Parli senza risparmio

di ciò che è onesto e di ciò che è bene: 

quanto più spesso ammonirà, 

tanto più raramente punirà.
 

Si adiri il meno possibile, 

ma non finga di non vedere

i difetti da correggere.
 

Sia semplice nelle spiegazioni,

resistente alla fatica, 

assiduo ma non eccessivo.
 

Risponda di buon grado

a chi gli fa domande di sua iniziativa, interroghi chi non gliene pone.
 

Nel lodare le esercitazioni degli allievi non sia né troppo stretto

né troppo largo, 

poiché il primo atteggiamento

fa venire a noia lo studio, 

il secondo genera eccessiva sicurezza.

 

Quando corregge gli errori

non si mostri aspro

e offenda il meno possibile, 

perché il fatto che alcuni

biasimino i ragazzi 

quasi come se provassero astio

verso di loro, 

ne allontana molti

dal proposito di studiare.
 

Ogni giorno dica qualche frase,

anzi, molte frasi

che i suoi uditori poi ripetano fra sé.


Ammettiamo pure, infatti, che fornisca abbastanza esempi da imitare

grazie agli autori che legge:

la viva voce, come si usa dire,

nutre però in maniera più piena,

specie quando appartiene ad un maestro che i discepoli, puerchè ben educati, amano e temono.


D’altronde a stento si può dire quanto più volentieri imitiamo coloro verso i quali siamo ben disposti.

 

(…)

 

Anche i maestri, tuttavia, bisogna che pretendano di essere ascoltati

con attenzione e rispetto:

non è il maestro, infatti, a dover parlare secondo il gusto degli allievi,

bensì il contrario.

E anzi:
se possibile l’insegnante dovrà sforzarsi di osservare con scrupolo

che cosa ciascun allievo apprezzi

e in quali termini, e compiacersi

che trovino gradimento i suoi interventi di valore, come riconoscimento

non tanto a se stesso,

quanto a quelli che mostreranno

di possedere una retta capacità critica.

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